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I pericoli della montagna

2020-06-27 00:00

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I pericoli della montagna

I pericoli nelle escursioni Finalmente le maglie dei limiti imposti dalla pandemia si stanno allentando, finalmente possiamo tornare in montagna con i

 I pericoli nelle escursioni


 

Finalmente le maglie dei limiti imposti dalla pandemia si stanno allentando, finalmente possiamo tornare in montagna con i nostri cani!

L'entusiasmo è alle stelle, sia noi che i nostri amici abbiamo voglia di immergerci nei sentieri, nei boschi, nei profumi inebrianti della natura in primavera.

Mantenendo queste splendide sensazioni, però, dobbiamo ricordarci di muoverci nell'ambiente rurale con prudenza e rispetto della flora e della fauna che vive abitualmente in quei posti in cui noi siamo solo ospiti temporanei. Tra l'altro per due mesi di nostra assenza, si sono ripresi spazi e abitudini che ora dovranno gradualmente abbandonare di nuovo.

Per gli animali siamo noi il pericolo quindi ci evitano con cura, per cui difficilmente un lupo o un cinghiale potrà costituire un rischio per noi o per i cani, ad eccezione del caso in cui il cane sia libero e particolarmente avventuroso da inseguirli. E' doveroso ricordare che per Legge è obbligatorio che i cani siano al guinzaglio e che non possono accedere a tutti i sentieri montani.

Altri animali o insetti però possono costituire un rischio, perché per le loro caratteristiche etologiche possono trovarsi lungo la nostra strada e devono nascondersi non riuscendo a fuggire rapidi nella boscaglia. In alcuni casi possono trovarsi alle strette e attaccare. Oppure la loro natura li porta a cercare ospiti da cui nutrirsi, come i parassiti.

Quali sono i principali rischi che possiamo incontrare in escursione? Vediamoli insieme....

Vipera

 

In Italia ci sono vari tipi di Vipere, nell'Appennino Umbro – Marchigiano e Abruzzese in particolare possiamo incontrare la Vipera Comune e la Vipera dell'Orsini.

In generale le caratteristiche distintive della vipera rispetto agli altri serpenti innocui sono la testa triangolare e la coda che si restringe in modo brusco, mentre gli altri ofidi presentano testa ovale e coda che si restringe gradualmente. I loro occhi hanno pupille verticali, simili a quelle dei gatti mentre le bisce hanno gli occhi tondi.

La vipera è un animale schivo, molto legato al territorio. Inizia l’attività da marzo, quando i maschi vagano alla ricerca di una compagna. In questo periodo, essi sono meno accorti ed è più facile incontrarli. Passato il periodo degli accoppiamenti, le vipere si spostano poco e cacciano piccoli mammiferi, più raramente piccoli uccelli.

Generalmente è diurna e trascorre il giorno cacciando e riscaldandosi al sole ai margini dei cespugli o sopra le pietre, luoghi in cui può facilmente nascondersi in caso di pericolo.

E' importante quindi evitare di raccogliere o sedersi su rocce o appoggiarci lo zaino senza aver prima controllato e tastato con un bastone l'eventuale presenza dell’animale, ed evitare che i nostri cani infilino il muso in prossimità di rocce o cespugli o camminino su rocce. E' buona abitudine camminare battendo un bastone a terra: i serpenti sono molto sensibili alle vibrazioni del terreno e fuggono.

Tra gli effetti principali del veleno di questi ofidi possiamo ricordare i seguenti:

Emotossico: altera la coagulazione del sangue e causa emolisi

Vasodilatatore: causa dilatazione dei vasi periferici abbassando la pressione sistemica e aumentando la facilità di diffusione all’intero organismo

Neurotossico: altera la funzionalità del sistema nervoso

Istotossico: provoca necrosi dei tessuti

Ad ogni morso la vipera inocula solamente una piccola parte del veleno contenuto all’interno delle sacche velenifere, particolari strutture poste alla base dei denti superiori il cui compito è quello di accumulare il veleno prodotto dalle ghiandole deputate.

In primavera, al risveglio dal letargo, il veleno è presente nelle sacche in maggiore quantità e ad una concentrazione di tossine più elevata, soprattutto se il rettile non ha ancora avuto modo di mordere altre vittime (prede) dopo il lungo sonno invernale.

Il morso di vipera si riconosce abbastanza facilmente da quello di una comune biscia. Questo rettile possiede due grandi denti veleniferi posti nell’arcata superiore, ognuno dei quali seguito da una fila di denti più piccoli: sulla cute saranno dunque evidenti due fori piuttosto profondi, distanziati tra loro di 0,5-1 cm.

 

Primo soccorso umano

La prima cosa da fare in assoluto è mantenere la calma, in modo tale da non agitare ulteriormente l’infortunato , che deve essere sdraiato e mantenuto tranquillo, per evitare che il veleno vada rapidamente in circolo.

La zona del morso va lavata con acqua, se disponibile sapone, e poi disinfettata con sostanze che non contengano alcool, in quanto l’alcool aumenta la tossicità del veleno.

E’ una buona precauzione sfilare eventuali anelli e bracciali o orologi prima della comparsa del gonfiore.

Deve essere poi applicato un laccio a circa 5-6 cm. a monte della ferita: questo laccio non deve essere troppo stretto, tanto che al di sotto di esso deve passarci un dito perché deve solo fermare la circolazione linfatica (che veicola il veleno) e non quella sanguigna.
Quando dopo alcuni minuti la parte si sarà gonfiata ricordarsi di mettere un secondo laccio più a monte prima di togliere il primo altrimenti ogni ostruzione sarà resa vana ed il veleno andrà in circolo con massima velocità e facilità e non potremo più riprendere in mano la situazione.

Assolutamente non succhiare il sangue dalla ferita con la bocca in quanto è facilissimo che il soccorritore assuma a sua volta del veleno attraverso microferite in bocca che spesso non sappiamo nemmeno di avere Deve, piuttosto, essere usata a questo riguardo una pompetta aspiraveleno in vendita in farmacia.
Non è consigliabile incidere la cute tra i fori dei denti veleniferi.
Si possono somministrare all’infortunato bevande eccitanti come the o caffè lungo che contiene più caffeina perché aiutano ad evitare un pericoloso calo pressorio.

Indispensabile è il trasporto dell’infortunato al posto più vicino di pronto soccorso , dove potrà essere somministrato l'antidoto al veleno sotto stretto controllo medico per intervenire prontamente in caso di shock anafilattico.

 

Primo soccorso canino:

In caso di morso, la prima cosa da fare è chiamare il veterinario, chiedere indicazioni e raggiungerlo il prima possibile: più tempo passa tra l’incidente e l’inizio delle terapie e maggiori sono i rischi per la sopravvivenza del cane.

Come primo soccorso, il proprietario deve provvedere a mantenere calmo l’animale e lavare con acqua o acqua ossigenata i fori.
Durante il trasporto il cane deve essere tranquillizzato e l’area morsa mantenuta in posizione più declive rispetto al cuore.

Bisogna evitare gli stessi interventi arbritrari su indicati per il soccorso umano ed è possibile tentare di aspirare il veleno con l'apposita pompetta aspira veleno su menzionata.

 

Ricordo che in Italia è assolutamente vietato uccidere qualsiasi serpente, anche se sta per mordere noi o il nostro cane!

 

    Zecche

 

Anche se mi rivolgo ad un pubblico di proprietari di cani, ritengo doveroso menzionare le zecche tra i pericoli che possiamo incontrare (ed in questo caso riportare anche a casa) durante le escursioni, perchè ricordo che sono pericolose anche per noi umani. Anzi, in questo caso noi siamo meno protetti dei nostri cani, a meno che non siate usi ad abbellirvi con un collare antiparassitario come monile :)

Anche in questo caso è bene evitare di sedersi a terra, e comunque prendere l'abitudine di scuotere per bene pantaloni e zaino ogni volta che ci appoggiamo per riposarci o mangiare, e comunque sempre prima di rientrare in auto.

Ricordo che la zecca può essere portatrice della Borreliosi, o Malattia di Lyme ( il cui vaccino è tuttora in sperimentazione) e la meningoencefalite da zecche.

Nonostante le nostre precauzioni può accadere di essere morsi da una zecca. In tal caso è bene procedere alla rimozione, esattamente come la rimuoviamo dal corpo del cane, cioè ruotando (preferibilemente con una pinzetta) il parassita in senso antiorario, in modo da rimuovere il rostro insieme a tutto il corpo. Disinfettiamo e teniamo monitorata l'area nei giorni successivi: in caso di arrossamento comunicarlo al medico di famiglia, che valuterà se procedere con ulteriori controlli.

 

Ragno Violino

Il ragno violino è uno dei due ragni velenosi presenti in Italia. Si riconosce per la forma del corpo che ricorda proprio la sagoma di un violino e per il fatto che ha 6 occhi anziché 8 come la maggior parte dei ragni. Il suo morso è indolore ma, in alcuni casi , inocula una citotossina che provoca la necrosi delle cellule dell'area interessata, che si presenta anche alcuni giorni più tardi.

Si tratta però ti un animale prettamente notturno e schivo che preferirà comunque fuggire.

Di nuovo, prudenza nel sedersi a terra, infilare mani e musi in cespugli e sassi, o se sostiamo in prossimità di ruderi, fienili, garage e via discorrendo, dove il ragno solitamente si rifugia

In caso di comparsa di sintomi in noi o nel cane di rossore, dolore e indolenzimenti anche alcuni giorni dopo l'uscita è bene segnalarli al medico di riferimento (umano o veterinario) ed evidenziare che recentemente abbiamo partecipato ad un escursione.

Pericoli del passaggio dell'uomo

Arriviamo alla specie più pericolosa...l'Uomo! Durante le nostre escursioni non possiamo non incontrare tracce del passaggio dei nostri simili, più o meno impattanti.

Dai rifiuti che i nostri cani potrebbero comunque ingerire (che faremmo comunque bene a recuperare e poi gettare in posto consono) a filo spinato arrugginito di recinti ormai abbandonati, magari lasciato a terra e quindi poco visibile, oggetti di ferro affilati, fil di ferro o altra attrezzatura dimenticata dai taglialegna o altri operai che hanno effettuato lavori nei boschi, senza rispetto per la Natura.

Attenzione anche ad eventuali cavi elettrici tranciati ed abbandonati nel nulla... purtroppo non sempre sono isolati dalla corrente elettrica...quello che ha ucciso sul colpo Lilla, il Setter Gordon di mio papà, purtroppo non lo era.

Devo purtroppo aggiungere anche i famigerati bocconi avvelenati, per i quali non mi sento di consigliare un rimedio perchè se non individuiamo subito cosa ha ingerito il cane il nostro intervento rischia di far peggio (ad esempio far vomitare il cane se ha ingerito vetri o frammenti di ferro). Meglio correre dal veterinario.

E dopo questo mi sento di dire.... chi ha paura del lupo??!!?!

Attrezzatura preventiva

Dopo questa breve e sicuramente non esaustiva panoramica sui pericoli che possiamo incontrare nelle nostre escursioni in montagna, ricordo che prima di partire per le nostre avventure è necessaria:

preparazione accurata sul sentiero che vogliamo esplorare, oppure affidarci ad una guida escursionistica formata e preparata. Se andiamo soli, è bene comunicare ad un familiare o un amico dove si ha intenzione di andare.

abbigliamento adeguato : pantaloni preferibilmente lunghi, scarpe da trekking adatte alla stagione e al percorso. E' bene portare anche un ricambio da lasciare in auto.

acqua per noi ed il nostro cane

kit di pronto soccorso, completo di pompetta aspira veleno

Personalmente anche per le escursioni in giornata, porto una torcia, barrette energetiche per me e carne essiccata per il cane ed un telo termico.


 

Il Covid ci ha fermato, ma a breve approfondiremo questi e tanti altri argomenti nel corso

LA MONTAGNA A 6 ZAMPE

in cui a parlare di questi argomenti saranno una Guida AIGAE e un Medico Veterinario , che saranno molto più esaustivi.

In particolare è previsto un intero modulo sul Primo Intervento veterinario, che personalmente non ho alcuna intenzione di perdermi!

Poi nel resto del corso... io mi dedicherò di più a farvi divertire con i vostri cani ;)


 


 


 


 

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